INFORMAZIONI UTILI

PER LA CORRETTA CRESCITA DEL CUCCIOLO

IL GUINZAGLIO

Verso i quattro cinque mesi si può passare ad uno guinzaglio di corda tipico da retriever. E’ un tutt’uno tra collare e guinzaglio con un anello che ne permette un immediato scorrimento, è il più adatto ad un cane con le caratteristiche del Labrador, perché lasciandolo morbido o tirandolo, non usando alcuna violenza, si trasforma in un morbido prolungamento della nostra mano.

E’ importante che all’inizio seguiamo il cucciolo senza fargli sentire alcuna imposizione da parte nostra, cercheremo piuttosto di attrarre la sua attenzione e incitarlo a seguirci chiamandolo in modo invitante o aiutandoci con un biscottino.

Se evitiamo di tirare, il guinzaglio di nylon ha il pregio di essere molto leggero e quindi di poco disturbo per il cucciolo. I primi tempi permetteremo al cucciolo ogni libertà di movimento, dandogli così il tempo di abituarsi a questa mancanza di libertà.

Dopo due o tre giorni, quando saremo sicuri che indossare il guinzaglio è diventata un’abitudine, sempre aiutandoci con la voce, cominceremo con molta dolcezza a farci seguire dal cucciolo.

LE PUPPY CLASS

Oggi giorno, durante la passeggiata con il nostro amico a 4 zampe, incrociamo tantissimi altri cani. Da qui l’importanza per Fido di saper comunicare e capire bene l’altro conspecifico, sia per poter vivere in tranquillità e serenità gli incontri, sia per noi proprietari in modo che la passeggiata non diventi un continuo cambio di marciapiedi e strade.

Le puppy class (per i cuccioli dai 2 ai 6 mesi) e le classi di socializzazione (dai 6 mesi in poi), lavorano proprio su questo. Accrescere le competenze e le esperienze nell’incontro con uno o più cani , non solo per il nostro amico ma anche per noi proprietari, che molte volte siamo i primi a mettere un pizzico di disagio nell’incontro. Le classi hanno anche l’obbiettivo di lavorare sulla calma e sulla relazione cane-compagno umano, in modo tale che possiamo essere sempre il punto di riferimento sicuro per il nostro cane in ogni situazione.

Vediamo più nello specifico come si strutturano le puppy class. Gli incontri vengono svolti una volta a settimana in uno spazio recintato dove i cani possano essere sganciati in sicurezza. Gli “alunni” che compongono le varie classi saranno abbinati in base a sesso, razza ed al singolo carattere di ognuno. Dopo un primo momento di gioco e di osservazione del comportamento, i cani vengono messi a guinzaglio per lavorare sui primi elementi di educazione di base attraverso esercizi e attività ludiche. I proprietari avranno così tutti gli strumenti per sentirsi capaci e sicuri nel gestire il cucciolo al parco così come in città.

Le socializzazioni devono poter essere garantite al cane anche nei mesi successivi perché se è vero che durante il percorso delle puppy-class imparano a conoscere gli altri cuccioli, è altrettanto vero che se non praticata, la comunicazione può regredire. Crescendo infatti, cambiano gli stili interattivi e le dinamiche tra più cani. Da qui nascono le classi di socializzazione, che permettono ai cani ormai adolescenti e adulti di poter incontrare tanti individui anche molto diversi da loro… e continuare a conoscere!

EDUCAZIONE E ADDESTRAMENTO

L’EDUCAZIONE: la nostra scelta.

EDUCARE un cane significa fargli seguire un processo di sviluppo e di crescita interiore per arrivare a tirar fuori il suo CARATTERE e renderlo un soggetto EQUILIBRATO. Ogni cane è un soggetto unico e dotato di una MENTE, bisogna pertanto tener sempre conto delle sue inclinazioni e del suo stato emozionale. Educare significa anche istruire il cane, ovvero dargli tanti più STRUMENTI (conoscenze) possibili. Solo così avrà a disposizione una vasta gamma di comportamenti e di competenze tra cui scegliere a seconda della situazione in cui si troverà. Solo in questo modo il cane saprà come comportarsi. Ecco cosa significa ARRICCHIRE la mente del cane. Educare il cane è un impegno (oltre che un dovere) quotidiano. Il ruolo dell’EDUCATORE è quello di SOSTENERE e GUIDARE la famiglia del cane in tutte le fasi del suo sviluppo. L’educatore ha il compito di dare ai proprietari tutte le conoscenze pratiche su come gestire e relazionarsi con il proprio cane ogni giorno e questo senza allontanarsi però dal punto di vista del cane, dal considerare anche i suoi bisogni e le sue particolarità.

Sentiamo distante dal nostro modo di vedere il cane, il concetto tradizionale di addestramento. Addestrare un cane significa avere il suo controllo. Non si ha come obiettivo quello di dargli la possibilità di scegliere tra una moltitudine di comportamenti appresi la risposta migliore, ma piuttosto si crede di dover bloccare sempre il comportamento “sbagliato” senza dargli un’alternativa. Al cane vengono dati molti comandi e ben poche conoscenze reali, e questo può renderlo spesso troppo legato a comportamenti meccanici.

Il punto di vista è quasi sempre quello dell’uomo, ovvero si pensa che quello che a noi interessa di più valga anche per il cane. I programmi di addestramento sono generalmente identici per tutti i cani, il che significa non considerare centrale la soggettività di ognuno.

I BISOGNI FUORI CASA

Con l’arrivo del nuovo cucciolo, uno dei primi “problemini” da affrontare, è quello di gestire i suoi bisogni fisiologici insegnandogli quindi a sporcare fuori casa.

Nei primi mesi di vita, proprio come i nostri bambini piccoli, il cucciolo non ha il completo controllo sugli sfinteri, questo almeno fino al quarto mese ed oltre di età, quindi per lui è inevitabile urinare o defecare ogni 2-3 ore.

E’ quindi più che normale che si verifichino episodi del genere.

Diciamo subito che è assolutamente sbagliato punire il cucciolo che sporca in casa. Se il cane viene punito quando fa i propri bisogni sul tappeto, in cucina, etc., impara solo che è vietato fare la pipì e dato che a quest’ età non può trattenersi dal farla, imparerà solo a non farla davanti a noi. Peggio ancora sarebbe punire il cucciolo al nostro ritorno a casa e quindi a “fatto” ormai accaduto, causerà nel cucciolo uno stato ansioso perché collegherà la presenza della pipì ed il nostro rientro alla punizione, pur non riuscendo a fare altrimenti.

QUALSIASI PUNIZIONE SE NECESSARIA, (ED IN QUESTO CASO NON LO SAREBBE) DEVE AVVENIRE DURANTE L’AZIONE CHE LA COMPORTA, altrimenti il cane non collega azione-punizione e non capisce assolutamente cosa vogliamo da lui.

E’ ALTAMENTE SCONSIGLIABILE SGRIDARLO E FARCI VEDERE MENTRE PULIAMO. PRENDERÀ LA SITUAZIONE COME GIOCO E/O STRUMENTO PER CHIEDERE LA NOSTRA PREZIOSISSIMA ATTENZIONE!

COME FARE:

  • Il miglior modo di procedere è quello di portare fuori il cucciolo regolarmente, dapprima ogni 2 ore ed in seguito ogni 3-4 ore, al fine di ottenere che faccia i suoi bisogni (anche solo la pipì) ad ogni uscita. Ci sono dei momenti che possono servirci da “campanello d’allarme”, ovvero possono indicarci che è l’ora di uscire per fare i bisogni. Questi momenti sono: dopo i pasti, dopo il gioco e dopo il pisolino. Questi sono i più comuni a tutti i cuccioli, sta ad ognuno di voi poi imparare a conoscere il vostro cucciolo e a individuarli.
  • Una volta usciti, il proprietario deve rimanere accanto al cucciolo, eventualmente tenuto al guinzaglio, e ricompensarlo (carezza, bocconcino…) appena ha finito di eliminare. E’ opportuno aspettare che abbia finito l’azione altrimenti il cucciolo potrebbe distrarsi ed interrompere senza svuotarsi del tutto.
  • Bisogna tenere conto che nel corso degli insegnamenti, può capitare qualche “incidente”… Niente di grave: il cane non avrà dimenticato che non deve sporcare in casa, ma avrà semplicemente perso un occasione. L’ importante è continuare ad insegnarli correttamente.

SU QUESTO ARGOMENTO VENGONO DATI I CONSIGLI PIÙ SVARIATI CHE SI RIVELANO ESSERE POCO EFFICACI NONCHÉ CONTROPRODUCENTI. ECCO ALCUNI ESEMPI RICORRENTI E PERCHÉ VI CONSIGLIAMO DI NON FARLO:

Mettere il muso del cane nella pipì. Oltre ad essere una pratica disgustosa risulterete totalmente incomprensibili agli occhi del vostro cane, che non riuscirà a capire cosa gli state chiedendo anche perché la sua è un’azione totalmente involontaria. Non parliamo poi dell’umiliazione che può provare

METTETEVI NEI SUOI PANNI!

Picchiare col giornale il naso del cane. Altra pratica violenta e inutile. Le emozioni provate dal cucciolo saranno sicuramente di paura e il giornale diventerà un oggetto negativo di cui aver timore anche in futuro.

IL RUOLO CENTRALE DELLA GABBIA O “KENNEL” COME TANA

Un cucciolo nasce e cresce le sue prime settimane di vita nel contesto di un branco, quella che è la sua “famiglia canina”. Al momento di lasciare l’allevamento, la nuova famiglia umana che accoglie il piccolo si sostituisce al branco naturale e deve svolgerne la stessa funzione; imponendo semplici regole precise al nostro cucciolo, altro non facciamo che garantirgli una sopravvivenza ed una crescita equilibrata. Il cane è un animale abitudinario e lo scandirsi di giornate simili e ben disciplinate lo tranquillizza e lo rassicura.

L’errore in cui cade facilmente la maggior parte delle persone, è quello di destinare ad un cucciolo appena arrivato, una stanza, un piccolo ripostiglio o ancora peggio una spazio esterno come un recinto od una veranda con una cuccia. L’esigenza di abituarlo poi a sporcare fuori, porta spesso a scegliere la soluzione più comoda per noi.

Appurato che il cane è un animale sociale e che in questa fase precoce della sua vita si trova a lasciare la madre e di fratelli, destinargli uno spazio lontano da quello che dovrebbe rappresentare il suo nuovo branco, lo sottoporrà ad uno stress ancora maggiore provocato dal senso di abbandono e dall’isolamento. Un cucciolo lasciato a lungo in balia di se stesso e libero di fare ciò che vuole, finirà con il darsi delle regole da solo.

Gli improbabili e tempestivi interventi da parte di una figura educatrice (nuovo proprietario o anche i vari membri della famiglia) che sarebbero necessari, riducono drasticamente i preziosi momenti di intervento utili a stabilire con il cucciolo contatti importanti.

Premesso tutto questo, bisogna anche dire che le esigenze del nuovo membro del branco si devono integrare con quella della famiglia; essendo ognuno di noi impossibilitato a poter sorvegliare il cucciolo per l’intera giornata, è necessario fare in modo che in assenza del nostro controllo il cucciolo non prenda possesso dell’ambiente circostante in maniera sconsiderata e talvolta pericolosa per se stesso. Per ovviare a ciò (ingestione di materiale pericoloso, rosicchiamento di fili elettrici, danneggiamento di mobili, tappeti ecc.) è inevitabile organizzare uno spazio tutto suo ma che al tempo stesso sia in un ambiente vissuto dalla famiglia, così che lui possa tranquillamente osservare la vita famigliare che si sta svolgendo attorno (per questo sono da evitare spazi esterni o stanze chiuse) . In questo spazio il cucciolo dovrà poter giocare con suoi oggetti preferiti (e adatti a loro), riposare e consumare i suoi pasti.

La soluzione ideale per una buona organizzazione di vita in comune con un cucciolo di labrador è la gabbia o se preferite “kennel”. Altro non è che una specie di recinto chiuso sui sei lati e con due porte di accesso (ve ne sono in commercio di diverse dimensioni) facilmente collocabile in un ambiente domestico.

Deve poter permettere al cane di muoversi liberamente all’interno anche stando in piedi. Provate a pensare all’utilità del classico box per bambini: questo permette ai genitori di potersi occupare di altro tenendo tuttavia facilmente d’occhio il piccolo che sarà libero di muoversi o giocare senza correre pericoli. Lo scopo della gabbia deve essere lo stesso; posizionandola in una stanza dove si svolge la gran parte della vita famigliare, fa si che il cucciolo si senta protetto ma al tempo stesso non isolato, lo aiuta a rilassarsi permettendoli di dormire a lungo tranquillo come gli necessita, senza essere continuamente svegliato dai movimenti intorno.

Nella prima fase in cui è cucciolo e dobbiamo abituarlo, sicuramente i modelli rigidi in ferro o ferro e plastica sono più robusti ed indicati, in seguito quando sarà cresciuto e non sarà più portato a cercare di distruggerla, potrete acquistare dei modelli in tela che sono molto più leggeri e pratici da portarsi dietro.

Questo ausilio lo consiglio particolarmente alle famiglie con bambini dove il rischio che il cucciolo venga continuamente sollecitato ed eccitato è quasi certo. E’ infatti molto frequente notare nevrosi ed iperattività in soggetti giovani che vivono con bambini particolarmente vivaci.

Il concetto che deve passare è che il kennel non serve a chiuderci il cane dentro ma la contrario, serve a lasciar fuori il resto del mondo.

I cànidi, rispondendo ad un istinto atavico, hanno bisogno di una tana nella quale possano sentirsi protetti e sicuri ed al tempo stesso che permetta loro di guardare fuori, potendo così vigilare su tutto ciò che succede intorno, accorgersi per tempo della presenza di un eventuale pericolo e così via.

CORRETTO APPROCCIO ALLA GABBIA

Prima di tutto calma e pazienza…. Una volta scelto il posto dove posizionare la gabbia con la porta aperta, lasciamo il cucciolo libero di esplorare senza forzature.

Quando avrà annusato ed accettato questo oggetto nell’ambiente, scegliendo un momento nel quale sarà più stanco, proviamo a farlo entrare aiutandoci con un piccolo premio come una crocchetta, un pezzettino di pane, un giochino. Lasciamolo libero di uscire quando vuole facendo risultare questi gesti come i più naturali possibile.

Ripetiamo questo esercizio per qualche volta e quando avremo la percezione che il cucciolo entri ed esca senza timore, passeremo al chiudere la porta e la terremo chiusa per pochi minuti, avendo cura di aprirla prima che il nostro cucciolo si agiti.

Ripeteremo questa operazione più volte nell’arco della giornata, aumentando i tempi ma sempre evitando di lasciarlo uscire se abbaia. Se dovesse succedere provocate un rumore forte per farlo smettere e non appena sta in silenzio lo fate uscire.

Solitamente dopo vari tentativi, la stanchezza prenderà il sopravvento e tenderà a sdraiarsi sulla morbida copertina che avremo messo all’interno. Già durante il primo giorno, se riuscirete a concedergli questi intervalli di sonno nella sua gabbia, dei quali potrete approfittare per assentarvi brevemente, il cucciolo inizierà a percepire la funzione protettiva del suo nuovo rifugio.

Importante: non dimenticatevi di farlo uscire a sporcare più volte durante questi esercizi così che quando crollerà, siate sicuri che si sia liberato

Per rafforzare la positività della sua nuova “tana” è fondamentale che i suoi pasti siano consumati li dentro ed inoltre ricordatevi che mai e poi mai il kennel va usato come posto dove chiuderlo per punizione!

LA NOTTE

Soprattutto durante i primi giorni, la dove è possibile, il mio consiglio è quello di spostare la gabbia in un luogo dove sia possibile per il cucciolo vedere la nostra camera (quindi avere la percezione di dove siamo) e per noi sia possibile sentirlo così da percepire eventuali segnali di avvertimento così da prevenire che il piccolo sporchi in gabbia.

Sia per una questione fisiologica data dalla giovane età, sia perché consumerà tre pasti almeno fino ai cinque/sei mesi, un cucciolo difficilmente riuscirà a trattenersi per diverse ore ed approfittando dell’istinto che lo porterà a cercare di sporcare fuori dalla tana, fare dei piccoli sacrifici notturni per accompagnarlo all’esterno a sporcare, ci aiuterà ad educarlo in tempi molto più brevi che se fosse libero di lasciare i suoi bisogni per casa.

Vedrete che prima di quanto possiate immaginare, il vostro cucciolo cercherà da solo il suo angolo di privacy ed entrerà nella gabbia senza costrizioni così come ci resterà a riposare anche con il cancellino aperto. Se acquistate un modello di quelli richiudibili come la foto a sx, all’occorrenza diventa una comoda valigetta che potrete portarvi al seguito quando andrete in vacanza per esempio, e lui ritroverà anche nel nuovo ambiente, un contesto a lui familiare e non vi troverete a dovergli cambiare abitudini.

CHE COS’E’ IL KONG 

Il KONG non è un gioco qualunque, è un gioco interattivo molto speciale, con il quale ogni tipo di cane può divertirsi! Ha la forma simile a quella di una pera con un buco alla base nel quale poter inerire del cibo; molto gradito dai cani che dovranno impegnarsi a farlo rotolare o a ribaltarlo nella maniera giusta per far uscire i bocconcini nascosti all’interno.

Come si usa.

Fate conoscere il KONG al cane in vostra presenza. Riempitelo dapprima con qualche biscottino non troppo difficile da fare uscire, in modo che ne abbia una prima rappresentazione estremamente positiva. In seguito, quando il cane avrà confidenza col gioco potete spalmare le pareti interne con del paté o con un formaggino in modo che non possa essere mangiato così velocemente e che il cane si concentri più a lungo nell’attività. E’ importante non lasciare sempre a disposizione il KONG, anche se vuoto, in modo che susciti sempre l’entusiasmo del cane ogni volta che gli viene proposto.

A cosa serve.

E’ innanzitutto un valido strumento che può aiutare i vostri amici a quattro zampe a rilassarsi. Devono infatti attivarsi personalmente nel trovare la soluzione e nel raggiungere l’obiettivo (non è un semplice dispenser!); questo infatti richiede una buona dose di calma e concentrazione.

Una volta conosciuto ed apprezzato può diventare un’ottima fonte di relax quando il vostro cane dovrà rimanere a casa da solo, soprattutto nella prima fase del distacco, durante la quale l’allontanamento del proprietario è spesso fonte di stress.

Piano piano la vostra partenza significherà soltanto qualcosa di buono! Può essere lasciato al cane anche durante una giornata di pioggia se non potete uscire per la solita passeggiata, o in qualsiasi altro momento in cui possa sentirsi un po’ solo o annoiato. E perché no, può esservi d’aiuto anche quando lo porterete con voi al ristorante!

LA SOCIALIZZAZIONE DEL CUCCIOLO

Il cucciolo attraversa una fase detta PERIODO DI SOCIALIZZAZIONE o PERIODO SENSIBILE tra le 3 e le 12-16 settimane. In questo lasso di tempo il sistema nervoso del piccolo è particolarmente sensibile e subisce enormi trasformazioni: di tutti i collegamenti tra le cellule nervose resteranno attivi solo quelli adeguatamente stimolati mentre gli altri verranno distrutti.

E’ quindi estremamente importante presentare al cucciolo il maggior numero possibile di STIMOLI. Saranno infatti “registrati ed archiviati” dal sistema nervoso, solo gli STIMOLI CONOSCIUTI IN QUESTO PERIODO mentre gli altri provocheranno reazioni di PAURA.

E’ INDISPENSABILE PER IL CUCCIOLO:

  • Conoscere il maggior numero possibile di cani: di tutte le età, di tutte le taglie di tutti i colori, a pelo lungo a pelo raso.
  • Entrare in contatto con molte persone: dai neonati alle persone anziane, bionde e brune, alte e basse, magre e grasse.
  • Essere portato in tutti i tipi di ambiente: campagna, città, pineta, bosco, luoghi affollati, ristoranti…
  • Sentire tutti i rumori possibili: pentole, telefono, campanello, televisione, voci, automobili, trattori…
  • Percepire tutti i tipi di odore: il cane ha un olfatto estremamente superiore al nostro quindi sono proprio gli odori i primi stimoli ad arrivare ai suoi centri nervosi.
  • Abituarsi a tutti i tipi di terreno e superfice: cemento, piastrelle, erba, sabbia, sassi, terra etc.
  • Familiarizzare con il maggior numero possibile di animali: gatti, conigli, canarini, furetti, tartarughe etc.

E’ FONDAMENTALE CHE GLI STIMOLI PRESENTATI NON SCATENINO REAZIONI FORTI DI PAURA, QUINDI SI RACCOMANDA DI DOSARNE BENE L’INTENSITA’ (PER ESEMPIO RUMORI TROPPO FORTI O TROPPO PROLUNGATI, BAMBINI ECCESSIVAMENTE FASTIDIOSI, CANI AGGRESSIVI SONO ASSOLUTAMENTE DA EVITARE).

IL GIOCO E LA CALMA

Il cucciolo deve imparare a dosare le proprie energie e soprattutto deve imparare che c’è un tempo per giocare ed un tempo per smettere. Questo permetterà a voi di avere in futuro un maggior controllo sul vostro cane e servirà al cucciolo per l’autocontrollo.

COME FARE:

Portate il cucciolo in una zona recintata e lasciatelo libero di giocare 10-15 minuti. Se si allontana oltre i 20-30 metri chiamatelo, fate una piccola corsa nella direzione opposta e chinatevi sulle ginocchia, aspettandolo con un bocconcino in mano.

Il piccolo sarà attirato dalla vostra fuga e dalla vostra posizione e si dirigerà felice verso di voi. Premiatelo subito e lasciatelo andare. Ripetete questa sequenza due o tre volte ogni volta che il cucciolo si allontanerà.

Richiamate il cucciolo con lo stesso sistema-sequenza ma questa volta trattenete il cucciolo giocandoci insieme. E’ necessario giocarci in posizione accucciata; con dolcezza ed evitando movimenti bruschi, il tutto per almeno 5 minuti.

Alzatevi in piedi e lanciate una pallina od un altro gioco che piaccia al cucciolo; non pretendete subito che ve la porti ma lasciatecelo giocare per alcuni minuti.

Richiamate di nuovo il cucciolo con il solito metodo, ma stavolta mettetegli il guinzaglio e sedetevi. Il piccolo inizierà quasi sicuramente ad agitarsi richiamando la vostra attenzione con ogni mezzo. E’ indispensabile, a questo punto, che voi rimaniate impassibili ignorando ogni suo tentativo di attirare la vostra attenzione. Prima o poi si calmerà e si accuccerà accanto a voi. Aspettate 2 o 3 minuti, poi lasciate cadere un bocconcino sotto al suo muso (non deve capire che siete voi a darglielo); se resta calmo ripetete questo gesto 2 o 3 volte ( questo servirà a fargli capire che restare calmo premia). Dopo 10 minuti di calma potete riportare il piccolo a casa.

LA SOLITUDINE

E’ NORMALE CHE UN CUCCIOLO ABBIA PAURA ALLORCHE LASCIATO SOLO. In natura infatti i cuccioli non vengono mai lasciati soli dalla madre se non per brevissimi periodi; un comportamento diverso esporrebbe la cucciolata al rischio di essere predata. Quando la madre resta lontana troppo a lungo i cuccioli piangono così da generarne un rapido ritorno.

Al momento dell’acquisto di un cucciolo, vi sostituirete completamente alla madre naturale, per cui avrete l’obbligo morale di comportarvi, per quanto sia possibile, come lei.

E’ bene che da subito venga dato al cucciolo un posto tutto suo, che sia una cuccia, una cesta o meglio ancora un Kennel-box o gabbie (vedi articolo a parte); quest’ultimi sono l’ideale perché potrete spostarli per la casa senza problemi abituando il piccolo a dormire pian piano sempre più lontano da voi.

Durante i primi giorni fate dormire il cucciolo vicino a voi, in modo che si abitui al nuovo ambiente in tutta tranquillità, allontanerete poi gradualmente il box dal vostro letto, fino al posto che avrete scelto come definitivo.

Cercate di non lasciare solo il piccolo per troppe ore, almeno nei primi 4 mesi di vita. Coccolare ed accudire amorevolmente il cucciolo NON VUOL DIRE VIZIARLO, MA CREARE CON LUI UN GIUSTO LEGAME AFFETTIVO.

Il legame che creerete con il cucciolo sarà la base per la futura relazione con l’adulto. Se manca il legame affettivo sarà difficile istruire od addestrare il vostro cane!

SE E’ PROPRIO NECCESSARIO LASCIARE SOLO IL CUCCIOLO, sappiate che dovrete abituarlo alla vostra assenza in modo graduale.

E’ importane:

*Ridurre al minimo i riti di uscita ed entrata

*Lasciare al cucciolo qualche cosa da fare (vedi kong, giochi…)

*Aumentare in maniera graduale i periodi di vostra assenza

*E’ pensiero diffuso che lasciando il cane in giardino, il distacco avvenga con più facilità; è vero piuttosto il contrario poiché è in casa che il piccolo ritrova gli odori che gli sono familiari, quindi è qui che si sente più tranquillo.

I FEROMONI

Al momento della nascita della cucciolata, la madre produce delle sostanze chiamate FEROMONI; sono proprio queste sostanze a creare l’attaccamento del cucciolo alla madre.

Esistono in commercio dei derivati sintetici dei feromoni di appagamento che possono rivelarsi molto utili nei periodi di solitudine del cucciolo, chiedete informazioni al vostro veterinario di fiducia.

IL RICHIAMO

Una delle prime cose da insegnare al nostro cucciolo è a riconoscere il proprio nome poiché è di estrema importanza, specialmente in un contesto di vita di città, che il nostro cane risponda prontamente al nostro richiamo.

I cani tendono a comprendere brevi suoni accompagnati da gestualità, in natura comunicano tra di loro utilizzando posture delle orecchie, della coda, del corpo. I suoni che risultano essere più efficaci sono quelli brevi, chiari, in particolare i cani così detti “alfa” sono di fatto i più silenziosi. Si deduce da ciò che meno si sprecano parole, più riusciamo a farci capire. Un buon educatore parla poco, usa parole chiare, brevi, pronunciate con un tono di voce basso.

Il nome che avremo scelto dovrà essere di facile riconoscimento per il cucciolo, per cui di poche sillabe con pronuncia ben chiara. Lo inizieremo ad usare da subito ma non a sproposito o ripetuto in continuazione (vedi sopra) bensì associandolo a momenti molto positivi della giornata del cucciolo: al momento della somministrazione del cibo, al momento dell’uscita per la passeggiata, possiamo incoraggiarlo con il nome nel momento in cui vediamo che ci sta cercando e si sta dirigendo verso di noi. Quando il cucciolo rispondendo al richiamo ci verrà incontro, lodiamolo ed accarezziamolo rinforzando positivamente il suo gesto. Approfittiamo anche di tutti quei momenti nei quali il cucciolo si dirige spontaneamente da noi per pronunciare il suo nome e gratificarlo al suo arrivo.

Assolutamente non usare mai il nome con tono irritato o di rimprovero, così come non dobbiamo chiamarlo inutilmente ed insistentemente mentre sta giocando con i suoi simili. Sicuramente disattenderà il nostro richiamo e questo lo porterà a ritenerlo meno importante dei suoi giochi. In questo caso è opportuno prima distrarlo con un altro gioco od un premio ed una volta avuta la sua attenzione richiamarlo a noi lodandone il gesto con toni di voce accattivanti carezze e premio.

Gli errori più frequenti che commettiamo quando liberiamo il cane e quando vogliamo richiamarlo a noi sono:

  • liberarlo subito dal guinzaglio
  • liberarlo in situazioni nelle quali è molto probabile che il cane non ascolti e ci ignori -inseguire il cane per riprenderlo
  • usare toni di voce e posture del corpo minacciose -punirlo al suo arrivo
  • richiamarlo solo ed esclusivamente al momento che vogliamo rimettergli il guinzaglio e tornare a casa.

Nell’insegnare questo esercizio sono necessarie molta calma e pazienza da parte del proprietario, infatti, nonostante la messa in pratica dei consigli precedenti, è possibile che un soggetto giovane non torni dopo il primo richiamo e si intrattenga a fare altro. È assolutamente importante che il cane venga sempre accolto positivamente al richiamo anche quando si è dilungato molto prima di ritornare.

LA PASSEGGIATA

Troppo spesso si crede che al cane basti passare del tempo in giardino per distrarsi e muoversi. In realtà la passeggiata è uno dei BISOGNI PRIMARI del cane.

Sentiamo spesso dire che il cane di piccola taglia non abbia tanto bisogno di muoversi o addirittura che sia “fatto per stare in appartamento”.

La passeggiata GIORNALIERA influisce sul benessere psico-fisico di tutti i cani, dalla piccola taglia fino ai giganti. Ecco alcune delle opportunità che il vostro cane può avere USCENDO DA CASA E DAL GIARDINO:

  • LEGGERE IL GIORNALE! Uscendo ed ANNUSANDO in ogni angolo assimila informazioni dal mondo: chi è passato, odori nuovi, odori vecchi… come se noi leggessimo il giornale ogni mattina. Si creano così una mappatura dell’ambiente circostante…noi umani lo facciamo con una semplice occhiata mentre i cani utilizzano l’OLFATTO. Di conseguenza hanno bisogno di più tempo…LASCIAMO LORO IL TEMPO DI ANNUSARE QUINDI!
  • Dargli la possibilità di incontrare e conoscere nuovi cani per accrescere la sua capacità comunicativa e il suo piacere nello stare in compagnia di altri cani e persone.
  • CONOSCENZA DEL MONDO. Sarebbe opportuno variare il più possibile il luogo della passeggiata perché è importante che il cane conosca e si senta a suo agio se non ovunque almeno nel maggior numero di posti possibile. Rimanendo sempre legato al solito percorso in passeggiata finirà sicuramente per annoiarsi!
  • ESERCIZIO FISICO. Fare movimento è fondamentale per tutti! Una vita sedentaria non fa bene né a noi umani né ai nostri cani!
  • La passeggiata aiuta molto a rafforzare la relazione con il proprietario. Questo a patto che si eviti di sciogliere il cane e richiamarlo soltanto al momento di rientrare senza mai entrare in contatto per tutto il periodo della libertà. Sciolti o al guinzaglio è importante proporre attività al cane come ad esempio un gioco a lui gradito o una corsetta insieme.

La qualità della vita in questo modo sarà molto migliore rispetto ad un cane che vive sempre in giardino o in casa dove tutte queste esperienze gli saranno negate.

Il cane che non esce mai sarà sicuramente un cane annoiato, frustrato perché non ha la possibilità di esprimere le sue inclinazioni e potrà cadere anche in depressione.

GRAZIE PER LA VOSTRA FIDUCIA 

Cari Amici, è con molto piacere che affidiamo a voi uno dei nostri cuccioli e vi ringraziamo per aver scelto il nostro Allevamento.

Crescere un cucciolo di labrador è senz’altro un’ esperienza unica che comporta responsabilità e che richiede un grande impegno ma vi assicuriamo che vi riempirà di infinite soddisfazioni

Come abbiamo già avuto modo di spiegarvi, i nostri cuccioli nascono da genitori di assoluto valore con eccellenti qualità morfologiche, caratteriali e di salute.

La scelta di importanti genealogie ed i controlli effettuati sui riproduttori, rappresentano per noi delle indicazioni fondamentali nella scelta degli accoppiamenti e ci aiutano a garantire ai nuovi proprietari, il fatto di aver lavorato con coscienza e passione.

LA NOSTRA RACCOMANDAZIONE È QUELLA DI NON DIMENTICARE MAI CHE UN CUCCIOLO DI POCHE SETTIMANE DI VITA COME IL VOSTRO, EQUIVALE AD AVERE UN FOGLIO DI CARTA IN BIANCO… PER QUANTO LA QUALITÀ DELLA CARTA POSSA ESSERE OTTIMA, È FONDAMENTALE CHE COSA VERRÀ IMPRESSO SU QUEL FOGLIO.

Non dimenticate che occorrerà del tempo prima che il vostro cucciolo diventi adulto e maturo… Passerà le sue giornate giocando con qualsiasi cosa, annusando qua e là e cercando disperatamente qualcosa da rosicchiare… gli piaceranno moltissimo i giocattoli dei vostri bambini o magari le vostre scarpe preferite; quindi fate attenzione a non lasciare in giro cose a cui tenete in maniera particolare o che possano essere pericolose per lui.

In casa, il labrador è un po’ maldestro: se tenete ai vostri soprammobili stateci decisamente attenti ! La sua coda è un pericolo costante per tutto ciò che si trova alla sua altezza e …. non è colpa sua se è un cane sempre allegro e giocherellone !

Si potrebbe rivelare anche un ottimo “giardiniere” scavando e devastando il vostro giardino….

Crescendo non farà più di questi disastri: con lui dovrete avere pazienza, essere fermi e coerenti ma parlargli dolcemente ed insegnargli una cosa alla volta…. proprio come ad un bambino.

State tranquilli che una volta che avrà capito, saprà sempre come comportarsi, sia in casa che in giardino…. e voi sarete assolutamente affascinati da questa sua costante allegria e gioia di vivere che siamo certi, vi regaleranno momenti indimenticabili !

non a caso un proverbio inglese recita:

UNA VOLTA POSSEDUTO UN LABRADOR, PUR AMANDO ED AMMIRANDO TUTTI GLI ALTRI CANI DEL MONDO, AVRETE SEMPRE UN LABRADOR NELLA VOSTRA VITA….

 

SEDE OPERATIVA

VIA S. G. BARBARIGO, 7- 35035 MESTRINO


DOG SITTER

320 8272819 (Angelica)


INFO E PRENOTAZIONI

392 2767160 (dalle ore 14:00 alle ore 21:00)

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